CMB in Cile: Colonia de Verano 2026
Dal 9 al 14 febbraio 2026 si è svolta la Colonia de Verano, l’iniziativa di estate ragazzi che ogni anno…
Aggiornamenti sulla Causa di Don Elia Comini
In data 2 gennaio 2026, Mons. Edgar Peña Parra, Sostituto della Segreteria di Stato Vaticano, ha comunicato a Sua Eminenza…
Memoria di don Elia Comini sdb, ucciso in odium fidei, il 1° ottobre 1944 a Pioppe di Salvaro, in una delle orribili stragi perpetuate dai nazisti a Monte Sole.
Il 3 luglio 1944, don Elia scrive al fratello Amleto un’ultima lettera. Carissimo Amleto, ti scrivo dalla canonica di Salvaro.…
Bentornati ragazzi!
Carissimi tutti oggi, dopo una settimana di estate ragazzi in Ucraina , sono rientrati Robert e Irene. L’esperienza è stata…
Consulta mondiale della famiglia Salesiana
La Consulta Mondiale della Famiglia Salesiana 2025, svoltasi a Roma dal 4 al 7 giugno in occasione del Giubileo della…
Ambiti di azione
L’azione è educativa e missionaria nello stesso tempo, unificandosi in quello che chiamiamo
“Stato di Missione”
Attività Educative
L'azione è educativa e missionaria nello stesso tempo, unificandosi in quello che chiamiamo "Stato di Missione"
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La tua firma è per noi importante
Ci permetterà di continuare le opere a favore dei giovani e dei più poveri bisognosi
Non avere paura di fare del bene
L'esperienza missionaria in Ucraina è stata molto ricca, intensa e vera. Abbiamo avuto la possibilità di conoscere cosa significa vivere lì, giocare coi bimbi, sorridere, ragionare, avere fede e interrogarsi in un contesto di guerra. S'impara ad apprezzare ciò che si ha, s'impara il valore delle piccole cose come un sorriso, uno sguardo d'amore verso chi è un pò spaventato e confuso, verso una preghiera per chi non c'è più... Dio non ha tardato a mostrarci il suo amore in mezzo ai più giovani, a mostrarci l'importanza e la potenza dell'amore in contesti così freddi e caotici. Ci ha mostrato quanto è importante non avere mai paura di far del bene, perché a chi fa del bene, Dio dà sempre una mano.

Robert Nicusor Vizitiu
La dimensione missionaria assume un carattere preciso: "Stato di missione"
La Comunità ha come scelta preferenziale, secondo il carisma di Don Bosco e della famiglia salesiana, i giovani e i poveri, vicini e lontani che siano. Ovvero la chiamata si fa carne, ha dei volti e una storia. Ed è una chiamata che mi rende felice.

Renata Covito
In missione in Mozambico
Ciao a tutti! Sono Angelica Aguirre, laica consacrata, missionaria in Mozambico. Sono arrivata a Moatize, una cittadina contadina il 22 aprile 2025. La povertà di questa città é a livelli estremi, il Mozambico é il quarto paese più povero al mondo e per sopravvivere alla corruzione si oltrepassa il limite della legalità. La nostra casa si trova praticamente in mezzo ad una favela, dove in tanti non pagano ne luce, ne acqua, semplicemente e alla luce del giorno, rubano. C'è un alto numero di bambini che non vanno a scuola e anche giovani. Rubare è l'unica cosa che loro hanno per sopravvivere, rubano persino gli infradito se li lasci fuori dalla porta. C'è molto da fare per questo popolo colpito dalla povertà estrema. Essere bianchi è sinonimo di soldi. Quindi per I bianchi tutto costa di più. Vi chiedo di pregare per noi missionari per poter curare questa società attraverso l'amore misericordioso di nostro Signore Gesù Cristo.

Angelica Aguirre
La mia prima esperienza missionaria
Senza dubbio una bella esperienza nel mio camminare nella vita. É stato importante giocare, ridere, condividere giorno per giorno e formare legami, anche quando la tua lingua e cultura sono diverse, anche quando il colore della tua pelle, la forma dei tuoi capelli è diversa. L'unica cosa importante era essere con il cuore a mille all'ora, con i sensi, le orecchie e gli occhi aperti, molto attenti e con le braccia e con il cuore aperti. Ad Haiti ho conosciuto l'umiltà accompagnata dalla felicità, lì ho vissuto la mia prima esperienza missionaria, che conta tanto e ha un valore grande nella mia vita.

Pia Ibañez Reveco
Una parte del mio cuore è rimasta là
Ho avuto la gioia di passare un mese in Haiti per il Progetto don Elia Comini.. È impossibile abbandonare Haiti: l'affetto delle persone, il comunicare, grazie a questo affetto, con gente con la quale non si condivide né un pizzico di lingua; il desiderio di andare avanti nonostante le difficoltà quotidiane; la voce di un popolo che soffre ingiustizie che gridano al cielo. L'aver potuto condividere l'allegria di essere fratelli in Gesù nella diversità fa sì che una parte del mio cuore sia rimasto lì e che il resto voglia tornare al più presto.








