Domenica 27 settembre 2026 la Comunità della Missione di don Bosco ha avuto la gioia di accogliere il Rettor Maggiore dei Salesiani, in visita ai luoghi della memoria dei martiri di Monte Sole.
È stato per tutti noi un momento particolarmente significativo: poter incontrare il successore di don Bosco e condividere con lui il cammino che la nostra Comunità sta portando avanti a Calvenzano di Vergato, nel territorio di Bologna, attraverso il progetto di Casa don Elia Comini.
Ad accompagnare il Rettor Maggiore nella visita è stato Guido Pedroni, fondatore e Responsabile della Comunità, che ha presentato la struttura e il progetto che sta prendendo forma all’interno della casa natale di don Elia.
Casa don Elia Comini nasce con una vocazione particolare: essere luogo della memoria dei Preti martiri di Monte Sole, in particolare per don Elia Comini e, allo stesso tempo, casa di accoglienza per ragazze madri.
Due dimensioni che potrebbero sembrare lontane e che invece trovano proprio qui un punto di incontro: la memoria e il futuro, il dolore della storia e la possibilità di una nuova vita, la testimonianza di chi ha donato la propria vita e l’accoglienza di chi oggi ha bisogno di essere accompagnato.
All’interno della struttura, il Rettor Maggiore ha potuto visitare anche la mostra fotografica allestita per raccontare la vicenda dei martiri di Monte Sole.

Le immagini, gli spazi e le storie hanno contribuito a rendere visibile il significato profondo di questo progetto: non soltanto conservare una memoria, ma fare della memoria una responsabilità per il presente.
Ma Casa don Elia Comini vuole essere soprattutto una casa.
Non una semplice struttura di accoglienza, ma un ambiente nel quale le ragazze possano sentirsi accolte, ascoltate e accompagnate. Un luogo nel quale trovare non soltanto un tetto, ma relazioni, opportunità e strumenti per guardare con maggiore fiducia al proprio futuro e a quello dei propri figli.
È qui che il progetto incontra in modo particolare il carisma di don Bosco.
Per don Bosco, infatti, educare significava creare un ambiente nel quale una persona potesse sentirsi amata e, proprio per questo, potesse crescere. La Comunità desidera quindi che Casa don Elia Comini diventi un vero ambiente educativo, capace di accompagnare ogni ragazza nel riconoscimento della propria dignità, delle proprie risorse e delle proprie possibilità.
Una casa che accolga, dunque, ma anche una casa che educa alla vita.
Dopo aver visitato la struttura e conosciuto più da vicino il progetto, il Rettor Maggiore si è raccolto con la Comunità in un momento di preghiera. Poi la benedizione.
Un gesto semplice, ma particolarmente significativo per una casa che sta per aprire le sue porte e iniziare una nuova storia.
Terminata la visita, il Rettor Maggiore ha proseguito il suo pellegrinaggio verso i luoghi del martirio di Monte Sole, continuando quel percorso di memoria e preghiera che lo aveva condotto fino a Calvenzano.
