L’estate della Comunità della Missione di Don Bosco con i giovani dell’Ucraina

L’estate 2026 ha rappresentato un nuovo e significativo passo nel cammino di vicinanza che la Comunità della Missione di Don Bosco porta avanti accanto al popolo ucraino fin dall’inizio della guerra. Un’esperienza fatta di incontri, amicizia e condivisione che ha coinvolto giovani, famiglie e bambini, confermando come la pace si costruisca innanzitutto attraverso la creazione di relazioni.
Il progetto si è sviluppato in due momenti di scambio.
Nel mese di giugno tre giovani ucraini sono stati ospiti della Comunità in Italia. Durante la loro permanenza hanno potuto conoscere più da vicino la realtà e l’identità carismatica della CMB e partecipare come animatori alle attività di Estate Ragazzi organizzate nelle parrocchie del Sacro Cuore, della Mascarella (Bologna) e di Vado. Non sono stati semplici ospiti, ma parte integrante delle équipe educative, condividendo il servizio, la vita comunitaria e l’amicizia con gli animatori italiani.
Nello stesso periodo otto bambini ucraini sono stati accolti per due settimane da alcune famiglie della CMB e della parrocchia salesiana del Sacro Cuore. È stata un’esperienza che ha mostrato tutta la forza dell’accoglienza: famiglie disponibili ad aprire le proprie case e il proprio cuore, creando un clima di familiarità che ha permesso ai bambini di vivere giorni di serenità e di spensieratezza.
A lasciare il segno è stata soprattutto la naturalezza con cui questa accoglienza è nata e si è sviluppata. Già prima dell’arrivo dei bambini, una bambina italiana aveva preparato un disegno di benvenuto per i suoi “nuovi fratelli”, segno semplice ma eloquente di un cuore già aperto all’incontro. Quel gesto ha anticipato ciò che sarebbe accaduto nelle settimane successive: relazioni autentiche, amicizie nate quasi spontaneamente e una rete di legami che continua ancora oggi, ben oltre la conclusione dell’esperienza.
La terza parte del progetto ha visto alcuni giovani italiani della Comunità CMB raggiungere l’Ucraina per due settimane, condividendo la vita e le attività con gli animatori e i ragazzi della realtà salesiana di Pokrova (Leopoli). Un’occasione preziosa per conoscere da vicino una quotidianità segnata dalla guerra, ma anche ricca di speranza, resilienza e desiderio di costruire futuro.
Questa esperienza ha confermato ancora una volta che la solidarietà non consiste soltanto nell’offrire un aiuto materiale, ma soprattutto nel creare legami capaci di resistere al tempo e alla distanza. È proprio da questi incontri che possono nascere nuovi percorsi.
Tra questi sta prendendo forma un progetto particolarmente significativo: una Scuola di Pace, nata dal cuore dalla Comunità della Missione di Don Bosco e già condivisa con alcuni salesiani ucraini e con gli animatori che hanno partecipato allo scambio. L’obiettivo è quello di dare continuità a quanto vissuto, promuovendo percorsi educativi in cui giovani italiani e ucraini possano crescere insieme nella cultura dell’incontro, del dialogo e della fraternità.
L’esperienza si è conclusa, ma il cammino continua. Perché quando ci si lascia cambiare dall’incontro con l’altro, non si torna semplicemente a casa: si torna con una responsabilità nuova: quella di custodire i legami nati, di continuare a costruire ponti e di credere che, anche nei tempi più difficili, il Vangelo dell’accoglienza e della fraternità possa ancora generare futuro.
È questo il dono più grande che questa esperienza lascia alla nostra Comunità e il seme da cui, con l’aiuto di Dio, potranno nascere nuovi percorsi di pace.
