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11 | 12 | 2018
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BREVE STORIA DELLA PRESENZA CMB IN MADAGASCAR

  

La Comunità della Missione di don Bosco C.M.B. (in Madagascar è E.C.A.R. don Bosco C.M.B) è stata chiamata in Madagascar nell’ottobre 1997 da don Ferdinando Colombo (V.I.S.) e da don Luigi Zuppini (Ispettore del Madagascar) di comune accordo.

La prima spedizione estiva a Fianarantsoa si è concretizzata nell’agosto 1998.

Il Madagascar è stato vissuto dalla CMB, fin dall’inizio, come un pellegrinaggio in una partecipazione profonda alla spiritualità salesiana, con le peculiarità della C.M.B.

 

La prima spedizione è stata davvero un pellegrinaggio, in tutti i sensi. Primo perché abbiamo girato quasi tutte le case salesiane presenti in Madagascar eccettuate quelle più a nord, per meglio renderci conto del paese e della presenza salesiana in esso. Secondo perché la nostra permanenza a Fianarantsoa, la più corposa in ordine di tempo relativamente a quella spedizione, ci ha permesso di fare un vero e proprio cammino di discernimento in merito a quello che sarebbe stato il nostro impegno futuro in Madagascar. Sono stati giorni intensi e anche difficili. Dovevamo sgomberare la mente e il cuore da 15 anni di Etiopia e di Amici del Sidamo, non perché fossero da dimenticare ma più semplicemente, perché quella non era Etiopia … era un’altra storia, un’altra chiamata del Signore. Abbiamo fortemente cercato di interpretare cosa il Signore ci stesse chiedendo, quali orizzonti nuovi ci proponeva. Non solo in merito al luogo differente, ma anche e soprattutto in riferimento al cosa e al come potevamo portarlo avanti. Tenendo anche conto dei passi che già aveva fatto la CMB e che allora erano sicuramente meno chiari e sicuri di ora. Credo si debba ringraziare il Signore per quello che ci ha dato allora, soprattutto  grazie a due persone in particolare che hanno con noi camminato in quei giorni. L’ispettore del momento, don Luigi Zuppini e il direttore dell’oratorio di Fianarantsoa dell’epoca, don Claudio Ciolli,all’epoca neanche ancora “don”. Grazie all’intuizione e all’appoggio del primo a volerci in Madagascar e alla vicinanza durante il periodo di discernimento del secondo abbiamo capito che potevano esserci grandi prospettive in Madagascar per la CMB. Molto altro ci sarebbe da dire su quel mesetto e sulle persone che composero quella spedizione. Tutte hanno dato il meglio secondo le proprie caratteristiche e nonostante i limiti di ciascuno. Il risultato è sotto i vostri occhi ancora oggi. Molto ci sarebbe da dire ma forse occorrerebbero molte pagine e non si riuscirebbe a rendere l’esperienza di quella che oggi, con una certa sicurezza, mi sento di definire una vera e propria fondazione. 

 

Nel 1999 durante l’estate la C.M.B. anima con i salesiani il Fy don Bosco nella Parrocchia di Tanambao.

 

Esperienza conclusasi molto in fretta semplicemente perché il Signore ci chiamava altrove e non per altro. Ancora oggi, 2007, i giovani di quella parrocchia ricordano quell’unico FY e sperano si possa ripetere prima o poi.

 

Nell’anno 2000 hanno inizio le permanenze a Fianarantsoa per alcuni mesi; nel novembre dello stesso anno viene consegnato il crocifisso missionario a due famiglie e ad un laico, nella Basilica di Maria Ausiliatrice a Torino per mano del Rettor Maggiore don J. Vecchi.

 

La consegna del crocifisso a Torino è stato un altro grande momento “storico”, credo per tutta la CMB e per chi lo ha ricevuto. Non vi inonderò di parole cercando di descrivervi i sentimenti e le sensazioni provate in quell’occasione e non pretendo neppure che possiate immaginarvele. Certe cose bisogna davvero viverle e meditarle lungamente nel cuore prima di capirne a pieno la portata. Io ancora non ho finito! Comunque essere là e ricevere quel simbolo di sofferenza e morte (la croce con quel Cristo morente), preludio alla Risurrezione e alla Gioia piena … dalle mani del Rettor Maggiore … ci sono davvero dei momenti che segnano la storia delle persone, non grandi cose per l’umanità intera ma enormi per chi le vive. E penso abbiano segnato anche la storia della CMB, almeno per qualche piccola parte, per qualche piccolo ma costante passo in avanti da 23 anni ad oggi. La famiglia Pedroni, la famiglia Candini, la nostra famiglia, Daniele Landi e Laura Landi: qualcuno ha cominciato a “stare” a Fianarantsoa oltre il FY. Qualcuno ha cominciato a vivere un po’ più di tempo con i nostri amici malgasci e questo è veramente storico! Se non altro per il fatto che ogni giorno in più che passiamo accanto a loro aiuta la comprensione reciproca, aiuta il passaggio del Carisma CMB, aiuta l’avvicinamento di due culture estremamente differenti.

 

Nell’estate 2000 con il Fy don Bosco comincia per la C.M.B. l’attività all’Oratorio di Vohimasina, confermato dal Vescovo S.E. Mons. P. Randrianbololona. 

Il Vescovo ci accoglie ufficialmente in Diocesi nello stesso anno ad experimentum.

 

Vohimasina … campo di battaglia, palestra di addestramento, luogo di confronto, missione nella missione, impegno e dedizione, banco di prova, cartina di tornasole. Qui ancora oggi la CMB italiana e malgascia si gioca buona parte della sua credibilità in Madagascar. La collaborazione con i salesiani a Vohimasina è cresciuta in questi anni offrendo il polso della situazione, mettendo a nudo lo stato di salute della crescita della “piantina CMB” nella grande Isola Rossa. Abbiamo cominciato come partner dei salesiani per il FY. Poi a noi si sono affiancati amici malgasci in cammino verso la CMB. Poi la collaborazione all’oratorio di Vohimasina ha cominciato a riguardare tutto l’anno. Ora stiamo cercando di portare avanti oratorio e catechismo, con i salesiani solo in supervisione e il tutto … fatto praticamente solo dai malgasci della Tenda, dei Sympa e di Vohimasina. Insomma, qualche passo in avanti è stato fatto. Se lo guardiamo con gli occhi occidentali, con il metro di misura dei nostri ritmi è davvero poco. Ma attenzione, qui siamo in Madagascar e la gente deve prima pensare a riempire la pancia … insomma le cose sono troppo diverse per tentare un confronto. Sarebbe un errore. Sarebbe anche un errore dire: siamo stati proprio bravi, meglio di così era proprio impossibile! Diciamo che di strada ne è stata fatta, che forse se ne poteva fare di più o in modo differente. Sicuramente molta ancora è da fare ma … non si resta fermi, si va avanti al meglio delle nostre e soprattutto loro possibilità. Sicuramente posso dire che Vohimasina è un esempio unico per la diocesi di Fianarantsoa e forse anche per tutto il Madagascar!

 

Nel giugno 2000 si inizia la costruzione di casa Ma.Mi. della C.M.B. inaugurata, poi, nel 2001.

 

Anche la nostra casa è un enorme mattone nella storia della CMB … e non solo per la storia CMB in Madagascar! Nemmeno in Italia possiamo dire di avere un seppur piccolo ufficio di proprietà CMB! Qui c’è una magnifica casa di 150 metri quadrati con 12 posti letto. Penso si possa intuire l’importanza di avere una base logistica di tale portata a oltre 10.000 km dall’Italia. E CMMM è anche sede della Tenda Victoire Rasoamanarivo, quindi è anche dei nostri fratelli malgasci! E’ un bel segno anche per loro che sanno che stiamo facendo sul serio. E’ un bel segno anche per i salesiani che sanno che stiamo facendo sul serio, sempre più autonomi e indipendenti. Non più un peso, un ulteriore problema, un altro impegno da gestire ma un punto sicuro, un luogo di collaborazione e progettazione. Un’opportunità di sviluppo definita e chiara. La CMB ha trovato casa in Madagascar per la seconda volta. La prima nel 98 scoprendo una nuova chiamata del Signore e nel 2001 … dandole forma e concretezza con la costruzione che dovete assolutamente venire ad occupare per lungo tempo! Lo capite anche voi, una casa è una casa … bella e grande e funzionale finche volete ma quello che conta sono le persone che la abitano. Sono loro che la rendono un’opportunità e non un impiccio!

 

In accordo con don Claudio Ciolli e don Luigi Zuppini sono stati chiamati ad aderire alla C.M.B. (luglio 2000) alcuni giovani malgasci che andranno a formare il gruppo dei Sympa, ufficialmente costituito nel settembre del 2002.

 

E qui la storia comincia a farsi interessante. Se guardiamo tutto con occhi cristiani … alla fine dei giochi … il più grande riscontro della bontà della risposta ad una chiamata … il più bel risultato di tutto il lavoro fatto …sono le vocazioni! La CMB è realtà carismatica e perciò posso parlare di vocazioni senza timore di dire eresie! Nel 2000 è stato scritto un altro pezzo di storia per tutta la CMB, proprio tutta! I primi amici “non italiani” che cominciano un cammino di avvicinamento alla Comunità! Una sfida alla Provvidenza che fa dell’incoscienza nella Fede le sue armi migliori. Davvero in questi momenti ho la conferma di quanto siamo salesiani: provocare con tale sfacciataggine la Provvidenza è veramente degno del miglior seguace di don Bosco … chi non conoscesse ancora le follie sante di quell’incredibile prete è pregato di aggiornarsi ora. Non sono le grandi chiese, i laboratori enormi e attrezzati, le scuole efficienti … che danno il senso ad una presenza. E’ la capacità di far passare l’identità carismatica che ti spinge, a dare una visone vera delle cose che stai facendo e dicendo! E noi abbiamo cominciato.

 

Nello stesso anno 2000 si pone in essere una ricerca sulla situazione dei ragazzi in situazione difficile nella parrocchia di Ankofafa, che diventa oggetto di una breve pubblicazione.

In quest’anno rimane per un tempo superiore al mese la famiglia Pedroni.

Nel 2001 partono per Fianarantsoa la famiglia Candini e Daniele Landi, rimanendovi per alcuni mesi. Con il 2001 inizia un corso per educatori in stretta collaborazione con i Salesiani di Ankofafa.

Nel 2002 Daniele Landi si laurea in Scienze dell’Educazione presentando una tesi sui ragazzi in difficoltà della città di Fianarantsoa.

 

Da ottobre 2001 ad Aprile 2002 la mia famiglia (Marco, Marilù e Rachele … 4 anni scarsi allora) ha vissuto a Fianarantsoa un’esperienza bellissima. Sono molte le cose che hanno reso e rendono tuttora bellissima quell’esperienza. Lo sono tuttora perché la vita vissuta passa ma le conseguenze restano nel tempo. Impossibile dire tutto di quei sei mesi, alcune cose però ci sembrano rilevanti.

  1. Cosa abbiamo fatto? Marilù ha fatto i corsi per educatori ma soprattutto abbiamo vissuto vicino a loro, abbiamo condiviso e cercato di capire i loro ritmi, la loro cultura, le loro tradizioni cercando di testimoniare con la nostra semplice vita il Carisma CMB.
  2. Nonostante i problemi politici, i barrage, la mancanza di gasolio e generi di prima necessità, i ponti saltati, le granate e quant’altro … siamo rimasti fino alla fine del nostro mandato. Questo nostro “non abbandonarli” prima del tempo pur avendone avuto la possibilità in ogni momento e soprattutto la loro consapevolezza di questo nostro gesto … crediamo sia stata una testimonianza valida. Più che mille parole. Più che cento incontri formativi.

Sei mesi volati letteralmente via tra tensioni per il clima politico non proprio roseo e attività condivise in Oratorio, a Vohimasina e a Casa Ma.Mi. davvero e più che altro vita vissuta insieme nella quotidianità. Il fatto di avere Rachele che proprio grande non era è stato un bel segno: finchè vai da solo e dormi in albergo o dai salesiani è un conto ma quando vai e ti porti i figli e ti costruisci casa e resti nonostante tutto …insomma, non è proprio la stessa cosa!

 

Nello stesso anno riceviamo in  Italia la visita di Mons. P. Randriambololona e di Padre Zocco, che rimangono a Bologna per 2 giorni.

Le spedizioni estive continuano, dal 1998 fino al 2006 con partenze per l’isola anche ogni sei mesi.

Nel 2004, 2005 e 2006 vengono accolti in Italia per circa 1 mese alcuni membri della Tenda di Fianarantsoa per un periodo di formazione e condivisione con la CMB in Italia. Negli anni 2005 e 2006 un membro della Tenda malgascia va a formare la spedizione estiva per il Burundi unitamente a membri italiani.

In particolare le partenze per un “tempo particolarmente lungo” rimangono quelle di Daniele Landi per 8 mesi e della fam. Zacchini ancora per 10 mesi.

Attualmente (dicembre 2006) il gruppo dei Sympa C.M.B. di Fianar conta 15 aderenti all’Associazione mentre la Tenda Victoire Rasoamanarivo della Comunità conta 4 membri.

Nell’ottobre 2006 la CMB malgascia è coinvolta nell’accoglienza del Rettor Maggiore dei Salesiani, don P. Chavez, che rimane diversi giorni nell’isola e in particolare a Fianarantsoa.

 

Ancora appuntamenti con la storia! 3 giorni con il RM a Fianarantsoa, 3 giorni con “don Bosco oggi”! E’ stata davvero una strabenedizione, una enorme grazia del Signore. E lo è stata per la mia famiglia che l’ha vissuta in diretta e toccata con mano … ma lo è stata anche per tutta la CMB e in particolare per i nostri fratelli malgasci che hanno potuto ascoltare cosa don Bosco vuole da loro oggi e in diretta. Qui a Fianarantsoa il RM ha potuto toccare con mano la pienezza della sua Famiglia Salesiana anche grazie alla presenza di una famiglia della CMB.

Il RM aveva presente la CMB prima del Madagascar ma crediamo che ora il suo ricordo sia più vivo. Non perché noi siamo bravi ma perché la CMB è viva e continua a crescere ed a farsi presente anche verso il proprio Padre Spirituale. Don Pasqual Chavez aveva già sentito parlare della CMB, l’aveva già incontrata a Roma (2 volte) ed aveva sicuramente ascoltato tante parole sul nostro essere e fare. Qui ha potuto anche vedere (anche se un  po’ di corsa) chi è e cosa fa la Comunità. Speriamo di essere stati all’altezza. Da figli non vorremmo mai deludere il padre! Da lui abbiamo ricevuto l’incoraggiamento a continuare qui e in Italia le nostre attività. Lo ha ricevuto tutta la Comunità (lo so che forse quello che ho scritto ora è superfluo ma ci tenevo a specificare che il RM ha incontrato la Comunità e non la famiglia Zacchini).

 

L’8 dicembre 2006 alla presenza del Custode Generale, del Delegato Salesiano della CMB  e della Famiglia Zacchini, per la prima volta membri non italiani della CMB  emettono l’Atto di Dedizione, si tratta di Hermann, Lanto, Nivo e Fara.

 

E qui il cerchio si chiude! Dopo solo 8 anni di presenza in Madagascar, e sottolineo e ribadisco solo 8 …….. la Comunità accoglie i primi 4 membri effettivi. Ancora una volta sembra che sfidiamo la Provvidenza! Se “l’elefante ha partorito un topolino” sarà il tempo a dirlo. Noi possiamo dire che il cerchio si è chiuso per aprirne un altro! Moltissima strada è ancora da fare. Questi nuovi fratelli e sorelle hanno ancora tanto bisogno della nostra presenza che li sostenga, che li accompagni, che viva con loro per aiutarli ad incarnare sempre meglio l’identità carismatica della CMB. Ma è indubbio che un po’ di strada l’abbiamo fatta e che la storia della CMB si arricchisce di giorno in giorno di nuovi capitoli. Cosa ci aspetta il domani? Sicuramente tante cose da migliorare e consolidare, tante gioie per cui dover ringraziare, tante fatiche per cui dover altresì ringraziare, tante nuove sfide che non conosciamo! Chi di voi le scriverà? Chi avrà il coraggio e la salesiana incoscienza, una volta capito che il Signore lo chiama, a dirgli “ECCOMI!”?