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20 | 12 | 2014
NEWS - RELAZIONE CGC DELL'8 DICEMBRE Stampa E-mail

 

Carissimi, vi presento, leggendola, la relazione-riflessione sullo stato della Comunità della Missione di don Bosco relativamente all’anno pastorale 2011-2012.

 

E’ sempre complicato presentare in modo sintetico uno sguardo d’insieme della CMB considerata, quindi, nella sua globalità. La Comunità oggi è chiaramente oltre i confini italiani e sarebbe un errore grave, nel nostro modo di pensare, fermarci all’Italia. Dall’assemblea generale del 2010 emergono alcune concrete linee d’azione, tra le quali ricordo che la CMB, per sua natura in quanto parte della Chiesa, è chiamata a propagarsi ; per questo sono stati individuati due obiettivi: andare verso un’altra Diocesi italiana e verso un altro paese europeo. Il titolo-tematica che avevamo scelto per quella nostra prima assemblea mondiale è stato: «In cammino da Emmaus verso Gerusalemme con una identità originale. La scoperta di un dono che non possiamo tacere ».

E’ la consapevolezza di questo dono particolare, che è la nostra Comunità, che ci invita a proporre la Comunità stessa nei tempi e nei modi che le circostanze ci permettono, cioè secondo le opportunità che intuiamo percorribili nel cammino quotidiano.

 

La Comunità oggi è in buona salute ; possiamo riconoscere alcuni punti concreti e « carismatici » :

·                    siamo in forte debito economico ;

·                    gli impegni e i ritmi sono intensi per questo c’è un forte affaticamento ;

·                    avremmo bisogno di un numero maggiore di persone per rispondere a tutte le urgenze educative e a tutte le chiamate fatteci.

Non è un paradosso affermare di essere in buona salute, perchè don Bosco ci insegna che aprire un’opera o far partire un’attività è soprattutto una questione di fiducia nel buon Dio; certo noi non siamo don Bosco ma lui ci ha detto di chiedere a Maria, in questo modo avremmo visto cosa sono i miracoli, d’altronde l’opera a cui poniamo mano non è roba nostra ma proprio del buon Dio.

 

Sul versante delle presenze in Comunità, comunque, siamo in crescita ; infatti diversi giovani e famiglie sono entrate nel solco tracciato dalla Comunità cominciando un loro percorso di formazione e di scoperta della spiritualità salesiana della CMB stessa.. Pensiamo alle accoglienze lo scorso 6 maggio alla Festa dei Ragazzi a San Pietro Capofiume (27), agli Atti di Impegno del 29 giugno in Italia e Burundi (4), oggi agli Atti di Fede e di Dedizione in Argentina, Madagascar, Burundi e Italia (17), oppure ai nuovi aspiranti in Argentina e Italia (3).

Diverse nuove persone, incuriosite, si stanno interessando della Comunità : Polonia, Germania, Haiti, Ghana per citare grandi novità, ma anche Madagascar, Burundi, Italia, per ricordare storiche presenze della Comunità che continuano ad ampliarsi, anche di Diocesi italiane diverse da Bologna, come per esempio Ravenna. In questo anno pastorale ricordo che ha iniziato il suo percorso il Forum famiglie e adulti, ed è stato costituito un nuovo gruppo giovani a San Pietro Capofiume vicino a Molinella.

 

Sul versante delle nuove opere dobbiamo pensare al nuovo oratorio della Mascarella a Bologna oppure alla presa in carico della Cappella Santa Lucia a Bahia Blanca, in sostanza una piccola opera parrocchiale con 5000 abitanti, che ci ha dato l’opportunità di un certo discernimento ; pensiamo a Fort Liberté, ad Haiti, dove sono presenti Renata Covito e Carina Jimena Bustos con il mandato per aprire un centro di accoglienza per bambine in difficoltà, e sulla stessa linea il progetto dei ragazzini di strada a Ngozi, in Burundi, dove sono presenti Angelo e Irene con il piccolo Ireno. In attesa di discernimento rimane il Ghana, dove i Salesiani ci hanno offerto di prendere in carico, scegliendo tra due opere, una a Tema New Town vicino alla capitale Accra, l’altra Boys Home, vicino a Sunyani, verso l’interno del paese.

Nella Diocesi di Bologna si sta riflettendo su tre realtà che hanno interpellato la CMB negli ultimi mesi: San Gioacchino a Casalecchio, Pian di Venola-Marzabotto, e il Fossolo.

Anche a Ravenna c’è una qualche possibiità di dare seguito alla esperienza di Francesco Gondolini che è stato in Burundi per 3 mesi nel 2012.

 

Periodicamente la Comunità si interpella su un aspetto complicato della propria vita : quale futuro ci aspetta ?  Una risposta a questa domanda, non può esserci, come non c’è per la vita di una persona, ma penso che si possano dare alcuni spunti concreti di riflessione che potenzialmente possono diventare lineee di pensiero in quella direzione. Su questo c’è una riflessioni in corso nel Consiglio Generale, nella Tenda Madre e nella Tenda italiana dell’Angelo Custode.

Parliamo delle seguenti questioni :

·                    Prima questione : coinvolgere e responsabilizzare i giovani

·                    Seconda questione : diventare visibili negli ambiti della vita sociale

·                    Terza questione : favorire l’autonomia economica e formativa (soprattutto guardando alla CMB estera)

·                    Quarta questione : aprire opere che facciano muovere fondi oppure attivarsi con capacità progettuale

·                    Quinta questione : dare stabilità giuridica alla Comunità nella sua globalità, considerata la dimensione estera

·                    Sesta questione : cercare sempre l’equilibrio tra la responsabilità da affidare alla persona e alle sue caratteristiche

·                    Settima questione : la propagazione con caratteri che ci interpellano fortemente, come quello della formazione e della comunicazione

 

C’e poi la questione personale, ben differenziata tra nazione e nazione, stato sociale, età , livello di di appartenenza alla Comunità, che riguarda :

·                    la fede e il cammino di conversione,

·                    la sintesi tra vita quotidiana e fede,

·                    la comunione all’interno della Comunità,

·                    la fatica dell’apostolato e la consapevolezza della propria vocazione,

·                    la formazione, con un’attenzione specifica alla convergenza, e al sapersi fidare e affidare,

·                    la capacità di organizzarsi e di coordinare persone che si rendono duisponibili nei vari ambiti di servizio

I diversi responsabili di questi ambiti a livello comunitario non possono risolvere tutti i problemi perchè esiste un  livello di autoformazione e di scelte personali che rimangono tali per ciascuno, così è per ogni tipo di Comunità ecclesiale.

 

Infine ci tengo a sottolineare che rimangono molto buone le relazioni con i Parroci, con i Vescovi e con la Congregazione Salesiana nei vari ambiti e livelli.

Affido sempre la Comunità alla protezione di Maria Ausiliatrice e di don Bosco pregandoli per la propagazione e la nostra santificazione, affidando loro il cammino comunitario nella fede in Cristo e soprattutto chiedendo la fede per tutti i nostri giovani.

 

Bologna, 8 dicembre 2012

                                                                                                Guido Pedroni

                                                                                                Custode Generale CMB